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Molto più di 194 – Per una mobilitazione generale verso e oltre il 12 aprile a Milano e ovunque

da Ambrosia 

http://ambrosia.noblogs.org/post/2014/04/02/molto-piu-di-194/

 

#moltopiùdi194

 

Agire la libertà di scelta e il diritto alla salute è in questo paese sempre più difficile. I tentativi di erosione delle poche leggi esistenti in materia di diritti riproduttivi e sessuali sono sempre più diffusi.

La stessa legge 194 è già svuotata dall’interno. Anche se in modo differenziato fra le diverse regioni il Movimento per la Vita è entrato nelle strutture sanitarie pubbliche e sta determinando, insieme a tagli e ridimensionamento dei consultori, un aumento del ricorso alla clandestinità per interrompere gravidanze indesiderate, soprattutto da parte di donne meno abbienti.

La Lombardia è una regione in cui l’obiezione di coscienza supera la percentuale del 80%, a tutti gli effetti un’obiezione di struttura, non più del singolo. I Centri aiuto alla vita ricevono finanziamenti pubblici e sono sempre più presenti in ospedali e consultori. I servizi territoriali dedicati alle malattie sessualmente trasmissibili sono stati depotenziati e ridotti di numero. Questo implica che la cultura della contraccezione e della libera sessualità sia gravemente compromessa.

In questo quadro la manifestazione del 12 aprile a Milano chiamata dal Comitato No194 risulta pretestuosa e propagandistica, e contribuisce solo alla diffusione di retoriche sulla naturalità dei ruoli sessuali e la centralità della famiglia tradizionale: ancora un tentativo di eteronormazione, l’ennesimo, che noi rimandiamo al mittente.

Invitiamo alla mobilitazione generale verso e oltre il 12 aprile, a Milano e ovunque. Rimettiamo al centro i nostri corpi e le nostre scelte. Le nostre forme di vita esprimono sessualità, affettività e relazioni differenti.

Mobilitiamoci per un aborto sicuro-libero e gratuito, per la diffusione della cultura della contraccezione e della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

Vogliamo autodeterminazione e salute sessuale, vogliamo l’abolizione dell’obiezione di coscienza alla 194, vogliamo consultori laici aperti 24H, vogliamo i no-choice fuori da scuole-ospedali-farmacie, vogliamo contraccettivi gratuiti, vogliamo lubrificanti di prima qualità: per i nostri corpi, decidiamo noi.

 

#moltopiùdi194 #iodecido

L(‘)OTTO tutto l’anno – anche il 7 marzo.

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Oggi pomeriggio abbiamo iniziato i festeggiamenti per il nostro 8 marzo, in nome del nostro diritto all’autodeterminazione.

Pillole comunicative e kit del piacere contenenti preservativi-lubrificanti-anello vibrante sono stati distribuiti davanti alla Farmacia S. Antonio, arcinota nella città di Bologna perché – nonostante si trovi di fronte all’Ospedale S. Orsola, e in particolare al Pronto Soccorso ginecologico – recidivamente e ideologicamente sprovvista di pillola del giorno dopo e preservativi.

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In tant* ci siamo dat* appuntamento per agire il nostro legittimo diritto alla salute sessuale, ad una giusta contraccezione e una corretta informazione, alla scelta delle modalità e dei tempi della nostra sessualità, a decidere sui nostri corpi. Abbiamo voluto denunciare il sistematico attacco all’autodeterminazione che illegittimamente compiono medici e farmacisti che si dicono pro-life, ma sono no-choice perché contrastano la nostra libertà di scelta. Ricordiamo loro, ancora una volta, che la pillola del giorno dopo e quella dei cinque giorni dopo – Norlevo e Ellaone – sono farmaci contraccettivi e di emergenza, non abortivi, secondo definizione della stessa Agenzia italiana del farmaco (Aifa); e che il nostro ordinamento giuridico  non prevede alcuna forma di obiezione di coscienza per i farmacisti.

Decidiamo noi se e quando ci serve un contraccettivo di emergenza e in quale momento vogliamo trovarlo in ogni farmacia: è un nostro diritto averlo, è un obbligo dei farmacisti farcelo avere.

Oggi davanti alla farmacia S. Antonio, domani in corteo e tutti i giorni respingiamo l’attacco mirato ai corpi delle donne e delle soggettività lgbtqi, soprattutto se precarie e migranti e ribadiamo il nostro diritto alla libertà di scelta. I tagli al welfare e al servizio pubblico erodono diritto a salute e autodeterminazione di tutte le soggettività.

* vogliamo il diritto ad una piena vita e salute sessuale

* vogliamo l’abolizione dell’obiezione di coscienza prevista dall’art. 9 della legge 194/1978

* vogliamo consultori laici per il benessere e la salute sessuale aperti 24h per tutt*

* vogliamo i contraccettivi d’emergenza presenti sempre in ogni farmacia senza prescrizione medica

* vogliamo contraccettivi gratuiti, vogliamo lubrificanti di prima qualità.

* vogliamo i cosiddetti movimenti pro-life fuori da scuole-ospedali-farmacie

* vogliamo autonomia decisionale per tutti i trattamenti che medicalizzano i nostri corpi

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Lo affermiamo con le nostre proteste oggi e domani a Bologna, così come a Perugia, Roma, Torino, Milano, Padova e in altre città ancora.

I nostri corpi dicono #noidecidamo.

#8marzo #iodecido #transfeminismisnow

Domani ci diamo appuntamento con #MujeresLibres in piazza Ravegnana alle 16.30 – contro l’obiezione di coscienza, per l’autodeterminazione dei corpi, per una piazza ricca di contenuti e di soggettività differenti.

Ringraziamo il Cassero per averci fornito i kit con preservativi-anelli-lubrificanti.

Collettiva XXX

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#decidiamoNOI

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L’8 marzo la Collettiva XXX continua a parlare e agire autodeterminazione: lo facciamo in un’Europa in cui si dichiara la crisi delle banche ma in cui viviamo una crisi di diritti. Lo facciamo complici di tutt* coloro che, a Roma come a Madrid, verso questo 8 marzo si stanno mobilitando.

Pensiamo alla bocciatura del rapporto Estrela, un attacco neanche troppo elegante all’autodeterminazione delle donne; un mancato riconoscimento del loro diritto alla salute anche tramite l’accesso a un aborto libero sicuro e gratuito; un’evidente forma di eteroterrore davanti all’ipotesi di un’indicazione comunitaria per un’istruzione che tenga conto delle differenze di genere, dell’esistenza di generi altri e della parità tra relazioni etero e quelle che coinvolgono persone GLBTQ.

Pensiamo alla risoluzione che appoggia il rapporto Honeyball: un nome che speravamo annunciasse un* star del post_porno e invece ci propina l’equiparazione tra sfruttamento e prostituzione, escludendo ancora una volta la libera scelta, ricollocando nel ruolo di vittime le lavoratrici e i lavoratori del sesso – che chiedono diritti, safety e XXX, non di essere salvat*.

Pensiamo alla legge Gallardòn, alla destituzione del diritto all’aborto, al diritto di decidere per sé e per i propri corpi delle donne spagnole – delle quali siamo complici, perché le nostre identità non saranno mai nazionali.

Pensiamo al recente governo Renzie e al pinkwashing imbarazzante con cui sventola la nomina di 8 ministre, 8 donne: un cocktail stucchevole di retorica maternalistica sul nostro presunto destino riproduttivo e di divisione manichea in sante&puttane, una riproposizione stantia di un modello di donnità che agisce tutta la violenza del genere e che opera – attraverso il rafforzamento di stereotipi da pleistocene – un’esclusione delle soggettività che eccedono e gioiosamente corrodono il binarismo del genere.

Non è il dato biologico a fare la sorellanza: di fronte a Madia, il nostro femminismo si dichiara trans*.

Davanti a questo stato delle cose, siamo serenamente convinte che l’unica azione di buon senso sia la ribellione.

Vogliamo godere di una piena vita e salute sessuale, vogliamo l’abolizione dell’obiezione di coscienza alla 194, vogliamo consultori laici aperti 24H, vogliamo i pro-life fuori da scuole-ospedali-farmacie, vogliamo contraccettivi gratuiti, vogliamo lubrificanti di prima qualità: per i nostri corpi, decidiamo noi.

Vogliamo che la lotta contro la violenza di genere e il femminicidio preveda finanziamenti strutturali ai centri antiviolenza, formazione degli insegnanti e introduzione di percorsi educativi rivolti alle studentesse e agli studenti che non si limitino al contrasto della violenza di genere ma anche della trans_lesbo_omofobia: su come combattere la violenza contro di noi, decidiamo noi.

Vogliamo reddito di autodeterminazione: sui nostri tempi di vita, sulle nostre formazioni, sulle nostre indipendenze, sulle nostre exit strategies dalla vostra crisi, decidiamo noi.

L’8 marzo saremo nelle piazze e come moltitudine rivendicheremo il nostro diritto a decidere per noi, per i nostri corpi, per le nostre esistenze: aderiamo al corteo convocato dalle Mujeres Libres, saremo in piazza Ravegnana a Bologna alle 16.30.

#iodecido

Collettiva XXX

Oggi parla la ragazza con l’orecchino di perla: Mi bombo es mio.

la ragazza con la vagina di perla

 

Bologna, 1 febbraio 2014

Contro chi mi vuole soggetto muto e statico, parlo: mi dichiaro complice delle donne spagnole opponendomi al progetto di legge Gallardón.

Limitare o negare il diritto all’aborto significa ridurci a incubatrici di figli.

Non mi limito a indossare un orecchino, sono libera di decidere come vivere la mia vita.

Per questo oggi in via Indipendenza avete visto i miei pensieri materializzarsi sui manifesti della mostra che mi ha portato a Bologna.

Toglierci ogni scelta ci obbliga ad abortire clandestinamente, negando il nostro diritto alla salute e all’autodeterminazione.

Anche in Italia la situazione sta diventando simile a quella spagnola, poiché la massiccia diffusione di medici obiettori di coscienza che si rifiutano di operare Interruzioni Volontarie di Gravidanza sta rendendo sempre più difficile per le donne la scelta di abortire.

Oggi sono a fianco dei collettivi Mujeres Libres e XXX perché voglio che l’aborto diventi un diritto tutelato allo stesso modo in tutta Europa.

#MiBomboEsMìo: per il diritto alla salute e per il diritto di scelta

mi bombo es mio

 

Bologna, 15 gennaio 2014

La visita del collettivo XXX al Collegio di Spagna non è un caso. Da un po’ di notti infatti non riusciamo a dormire a causa di quanto sta succedendo alle donne spagnole: d’altronde svegliarsi nel bel mezzo del medioevo, ripristinato dalla legge Gallardon, non è piacevole per nessuna. Questa proposta di legge riporta le donne spagnole ai ferri da maglia o alla sola funzione riproduttiva.

Abbiamo preferito dunque non dormire ma essere complici delle donne e delle femministe spagnole e ricordare che contraccezione e interruzione volontaria di gravidanza devono essere un diritto praticabile da tutte le donne.

Non siamo entrate in San Petronio per caso. Avevamo uno striscione con una scritta precisa “se la chiesa occupa i consultori le donne invadono le chiese”. In Italia, infatti, l’obiezione di coscienza a causa di cattolici e pro-life ha raggiunto percentuali troppo alte per garantire l’applicazione della legge 194, che permette l’aborto.

Non abbiamo protestato alle sedi del Pd bolognese per caso. Abbiamo attaccato dei manifesti che recitavano “l’interruzione volontaria di gravidanza è un diritto delle donne” perché lei parlamentari europei del pd, tuttei renziani, si sono astenuti dal votare il Report on Sexual and Reproductive Health Rights, firmato dall’europarlamentare Edite Estrela, determinando così la sua bocciatura.

Di aborto, di obiezione di coscienza, di contraccezione, di diritto alla salute e diritto di scelta, di pillole e pasticche varie, parleremo mercoledì 15 gennaio alle ore 18 con Carlo Flamigni e Maria Virgilio a Làbas, in via Orfeo 46.

#MIBOMBOESMIO

 

Sanzionate sedi PD per i diritti delle donne

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Bologna, 20 dicembre 2013

 

Stanotte le attiviste del collettivo XXX hanno sanzionato le sedi cittadine bolognesi del PD per denunciare la loro posizione cattolica e reazionaria sui diritti riproduttivi delle donne.

Lei parlamentari europei del pd, tuttei renziani, Silvia Costa, Franco Frigo, Mario Pirillo, Vittorio Prodi, David Sassoli e Patrizia Toia, si sono, infatti, astenuti dal votare il Report on Sexual and Reproductive Health Rights, firmato dall’europarlamentare Edite Estrela, determinando così la sua bocciatura. Questo fatto è per noi inammissibile, soprattutto considerata la difficile situazione in cui versano i diritti procreativi in Italia.

Che si tratti di donne che desiderano interrompere una gravidanza o di donne che desiderano un figlio tramite fecondazione assistita, eterosessuali o lesbiche che siano, le donne in questo paese vedono sostanzialmente lesi i loro diritti all’autodeterminazione e al godimento del progresso scientifico. Le percentuali di obiezione di coscienza alle legge 194 e la legge 40 rappresentano delle vere e proprie discriminazioni di genere.

Secondo i pro-life, secondo chi si è astenutoa o ha votato contro il Report di Estrela, il diritto alla vita del non-nato vale di più della donna. I nostri corpi sono così negati e obliati, non sono neppure nominati come unici corpi che possono decidere di loro stessi. Uno strano destino quello delle donne, che neppure nei diritti umani vedono tutelata la loro autodeterminazione, il loro diritto alla salute, essendo il non-nato ritenuto più vulnerabile delle donne stesse.

L’invasione delle XXX in San Petronio, i sanzionamenti di stanotte al Pd, hanno lo scopo di mostrare, però, che le donne non sono soggetti deboli, vulnerabili, e pertanto degne di tutela o protezione. Abbiamo visto che questa definizione di soggetto vulnerabile e è proprio quella che i pro-life usano nelle loro campagne a favore del diritto alla vita del feto. Noi ribaltiamo la prospettiva e ci definiamo come soggettività potenti, proprio per questo titolari del diritto alla libera scelta, all’autonomia, alla piena autogestione del proprio corpo e della relativa salute sessuale e riproduttiva.

#keepyourrosariesoffmyovaries  #occupychurcheverywhere

 

 

 

Invasione a San Petronio

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Bologna, 16 dicembre 2013

Oggi alcune attiviste hanno invaso la Chiesa di San Petronio con i loro corpi per dire FUORI LA CHIESA DALLE NOSTRE OVAIE!

È di pochi giorni fa la notizia che l’assemblea legislativa dell’Unione Europea grazie all’astensione e ai voti contrari di eurodeputati teocon del PD ha bocciato una risoluzione che chiedeva che l’aborto sicuro fosse un diritto garantito in tutti gli Stati membri e il ricorso all’obiezione di coscienza una pratica da monitorare (oltre a promuovere la tutela dei diritti riproduttivi e dell’autonomia delle donne su contraccezione, il contrasto alla diffusione di malattie sessualmente trasmissibili, la promozione dell’educazione sessuale, la lotta contro l’omo-lesbo-transfobia). La risoluzione avrebbe posto un’attenzione maggiore anche in quei paesi dove il diritto all’aborto è messo in pericolo dall’obiezione di coscienza.
In Italia i medici e il personale sanitario, nonostante esista la legge 194 che difende e regola l’aborto, praticano l’obiezione di coscienza per obbligarci a diventare madri anche quando non vogliamo o non possiamo. Per una donna è sempre più difficile accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, 9 casi su 10 il ginecologo che incontrerà in strutture pubbliche è obiettore!
Vogliono dividerci in donne di serie A, che hanno un reddito elevato e possono permettersi le cliniche private, e donne di serie B, precariemigranti che non potranno mai permettersele e ricorrono perciò all’aborto clandestino.
Non possiamo accettare questo medioevo politico e morale, questa sporca commistione tra potere pubblico e religioso che ci riporta ai tempi delle morti per aborto clandestino. Non torneremo MAI indietro. Vogliamo che l’obiezione di coscienza alla legge 194 sia vietata in tutti i consultori e le strutture pubbliche, perchè essa rappresenta una discriminazione di sesso, classe e razza, nonché una violazione dei nostri diritti alla salute e all’autodeterminazione.
E se il papa dichiara pubblicamente che la chiesa deve dare spazio alle donne noi ne approfittiamo per far parlare proprio la Madonna, perché anche lei sulla strada per Betlemme ha incontrato un obiettore.
L’interruzione volontaria di gravidanza è un diritto di tutte le donne. La nostra libera sessualità non si tocca!
E se i pro-life, i cattolici e gli obiettori invadono ospedali e consultori pubblici, allora noi invaderemo le chiese con i nostri corpi, i nostri desideri, la nostra autodeterminazione!

#KeepyourrosariesOFFmyovaries