#MiBomboEsMìo: per il diritto alla salute e per il diritto di scelta

mi bombo es mio

 

Bologna, 15 gennaio 2014

La visita del collettivo XXX al Collegio di Spagna non è un caso. Da un po’ di notti infatti non riusciamo a dormire a causa di quanto sta succedendo alle donne spagnole: d’altronde svegliarsi nel bel mezzo del medioevo, ripristinato dalla legge Gallardon, non è piacevole per nessuna. Questa proposta di legge riporta le donne spagnole ai ferri da maglia o alla sola funzione riproduttiva.

Abbiamo preferito dunque non dormire ma essere complici delle donne e delle femministe spagnole e ricordare che contraccezione e interruzione volontaria di gravidanza devono essere un diritto praticabile da tutte le donne.

Non siamo entrate in San Petronio per caso. Avevamo uno striscione con una scritta precisa “se la chiesa occupa i consultori le donne invadono le chiese”. In Italia, infatti, l’obiezione di coscienza a causa di cattolici e pro-life ha raggiunto percentuali troppo alte per garantire l’applicazione della legge 194, che permette l’aborto.

Non abbiamo protestato alle sedi del Pd bolognese per caso. Abbiamo attaccato dei manifesti che recitavano “l’interruzione volontaria di gravidanza è un diritto delle donne” perché lei parlamentari europei del pd, tuttei renziani, si sono astenuti dal votare il Report on Sexual and Reproductive Health Rights, firmato dall’europarlamentare Edite Estrela, determinando così la sua bocciatura.

Di aborto, di obiezione di coscienza, di contraccezione, di diritto alla salute e diritto di scelta, di pillole e pasticche varie, parleremo mercoledì 15 gennaio alle ore 18 con Carlo Flamigni e Maria Virgilio a Làbas, in via Orfeo 46.

#MIBOMBOESMIO

 

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Sanzionate sedi PD per i diritti delle donne

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Bologna, 20 dicembre 2013

 

Stanotte le attiviste del collettivo XXX hanno sanzionato le sedi cittadine bolognesi del PD per denunciare la loro posizione cattolica e reazionaria sui diritti riproduttivi delle donne.

Lei parlamentari europei del pd, tuttei renziani, Silvia Costa, Franco Frigo, Mario Pirillo, Vittorio Prodi, David Sassoli e Patrizia Toia, si sono, infatti, astenuti dal votare il Report on Sexual and Reproductive Health Rights, firmato dall’europarlamentare Edite Estrela, determinando così la sua bocciatura. Questo fatto è per noi inammissibile, soprattutto considerata la difficile situazione in cui versano i diritti procreativi in Italia.

Che si tratti di donne che desiderano interrompere una gravidanza o di donne che desiderano un figlio tramite fecondazione assistita, eterosessuali o lesbiche che siano, le donne in questo paese vedono sostanzialmente lesi i loro diritti all’autodeterminazione e al godimento del progresso scientifico. Le percentuali di obiezione di coscienza alle legge 194 e la legge 40 rappresentano delle vere e proprie discriminazioni di genere.

Secondo i pro-life, secondo chi si è astenutoa o ha votato contro il Report di Estrela, il diritto alla vita del non-nato vale di più della donna. I nostri corpi sono così negati e obliati, non sono neppure nominati come unici corpi che possono decidere di loro stessi. Uno strano destino quello delle donne, che neppure nei diritti umani vedono tutelata la loro autodeterminazione, il loro diritto alla salute, essendo il non-nato ritenuto più vulnerabile delle donne stesse.

L’invasione delle XXX in San Petronio, i sanzionamenti di stanotte al Pd, hanno lo scopo di mostrare, però, che le donne non sono soggetti deboli, vulnerabili, e pertanto degne di tutela o protezione. Abbiamo visto che questa definizione di soggetto vulnerabile e è proprio quella che i pro-life usano nelle loro campagne a favore del diritto alla vita del feto. Noi ribaltiamo la prospettiva e ci definiamo come soggettività potenti, proprio per questo titolari del diritto alla libera scelta, all’autonomia, alla piena autogestione del proprio corpo e della relativa salute sessuale e riproduttiva.

#keepyourrosariesoffmyovaries  #occupychurcheverywhere

 

 

 

Invasione a San Petronio

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Bologna, 16 dicembre 2013

Oggi alcune attiviste hanno invaso la Chiesa di San Petronio con i loro corpi per dire FUORI LA CHIESA DALLE NOSTRE OVAIE!

È di pochi giorni fa la notizia che l’assemblea legislativa dell’Unione Europea grazie all’astensione e ai voti contrari di eurodeputati teocon del PD ha bocciato una risoluzione che chiedeva che l’aborto sicuro fosse un diritto garantito in tutti gli Stati membri e il ricorso all’obiezione di coscienza una pratica da monitorare (oltre a promuovere la tutela dei diritti riproduttivi e dell’autonomia delle donne su contraccezione, il contrasto alla diffusione di malattie sessualmente trasmissibili, la promozione dell’educazione sessuale, la lotta contro l’omo-lesbo-transfobia). La risoluzione avrebbe posto un’attenzione maggiore anche in quei paesi dove il diritto all’aborto è messo in pericolo dall’obiezione di coscienza.
In Italia i medici e il personale sanitario, nonostante esista la legge 194 che difende e regola l’aborto, praticano l’obiezione di coscienza per obbligarci a diventare madri anche quando non vogliamo o non possiamo. Per una donna è sempre più difficile accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, 9 casi su 10 il ginecologo che incontrerà in strutture pubbliche è obiettore!
Vogliono dividerci in donne di serie A, che hanno un reddito elevato e possono permettersi le cliniche private, e donne di serie B, precariemigranti che non potranno mai permettersele e ricorrono perciò all’aborto clandestino.
Non possiamo accettare questo medioevo politico e morale, questa sporca commistione tra potere pubblico e religioso che ci riporta ai tempi delle morti per aborto clandestino. Non torneremo MAI indietro. Vogliamo che l’obiezione di coscienza alla legge 194 sia vietata in tutti i consultori e le strutture pubbliche, perchè essa rappresenta una discriminazione di sesso, classe e razza, nonché una violazione dei nostri diritti alla salute e all’autodeterminazione.
E se il papa dichiara pubblicamente che la chiesa deve dare spazio alle donne noi ne approfittiamo per far parlare proprio la Madonna, perché anche lei sulla strada per Betlemme ha incontrato un obiettore.
L’interruzione volontaria di gravidanza è un diritto di tutte le donne. La nostra libera sessualità non si tocca!
E se i pro-life, i cattolici e gli obiettori invadono ospedali e consultori pubblici, allora noi invaderemo le chiese con i nostri corpi, i nostri desideri, la nostra autodeterminazione!

#KeepyourrosariesOFFmyovaries